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BlogOspite di oggi Alberto Sordi, splendida persona che vuole aiutarci a non perdersi sulle strade e sotto il cielo di tutti, in quei luoghi a lui cari  che ha visitato.
Incentivando così il cicloturismo allo spostamento in
bicicletta attraverso il blog 'settepontiroadbike' arbitra magistralmente magnificenti itinerari tutti da scoprire.
Preferisco lasciarvi alla lettura del suo articolo per capire meglio la sua idea e conoscere le sue strade.

Un grazie speciale al nostro ospite per aver accettato l'invito!
Edda Cacchioni
Il POTERE DELL'ECCELLENZAblog

 

 

 

 

BlogOspite
 STELVIO IN AGOSTO
a cura Alberto Sordi


 

 

STELVIO IN AGOSTO, MI SONO CONGELATO! - Ore 7.45 del mattino, guardiamo il meteo su un’app, poi su un’altra e poi su un’altra ancora, il quarto si astiene dalle consultazioni e prosegue la sua ricca colazione. Tutte dicono che pioverà ma dopo le 14. Perfetto, possiamo salire e scendere senza problemi.
Di corsa in camera, ci vestiamo, riempiamo le borracce, barrette e via a prendere le bici, si parte.
Lasciamo S. Antonio in Valfurva per dirigersi verso Bormio, una strada in leggera discesa di qualche chilometro che rimbalza non appena giunti nel centro storico.
Inizia la salita verso la Cima Coppi, battute e risate ci accompagneranno per tutto il ‘viaggio’ ma con diverse sfumature!
Anche senza sole è sempre magnifico, non per niente lo chiamano “Re Stelvio”. A metà salita avvertiamo gocce di acqua, m’improvviso meteorologo ed esperto di microclima “… siamo in prossimità della cascata, è quella condensa che abbiamo sopra la testa…” .
I tornanti si susseguono, salutiamo la condensa e la cascata ma le gocce d’acqua aumentano, forse non sono esperto di microclima ma è pioggia!
Oltre a me anche Giovanni ed Enzo hanno già fatto lo Stelvio (per me è la terza volta), quasi fosse un rituale da ripetere negli anni, invece Marco non l’ha mai affrontato. Ormai siamo in ballo e dobbiamo ballare, si prosegue.
La pioggia aumenta, ma non eccessivamente, cade in maniera costante, si può pedalare. La salita riscalda il tuo organismo e non ti rendi conto che la temperatura inizia a scendere.
Alla fine riusciamo ad arrivare in cima, fotina rituale di corsa e poi via nel bar a prendere qualcosa di caldo e a metterti qualcosa di asciutto per affrontare la discesa.

Qui inizia il dramma. L’effetto caldo delle bevande al bar dura solo per un po’. Devi scendere praticamente senza occhiali perché la pioggia e gli schizzi che arrivano dalla ruota non permettono di indossarli correttamente. Il freddo inizia ad impadronirsi del tuo corpo, ma non ci sono alternative, devi continuare a scendere. Tiri i freni per poter far girare le gambe in modo che non si freddino del tutto.
Curva dopo curva le dita della mano sinistra mi abbandonano, mi restano solo il mignolo e l’anulare, sulla destra va meglio ma non c’è da stare allegri …
Alla fine come una visione eccoci a Bormio. Per fortuna è terminata la discesa e ci sono cinque chilometri di leggera salita per tornare all’albergo. Con la mente torno indietro di un anno quando Giovanni passava di lì e imprecava perché dopo tanta discesa non riusciva a pedalare bene in salita.
Questa volta invece è stata una benedizione per riscaldarci un po’ e arrivare a destinazione.
Sorpresa finale sotto la doccia: la parte anteriore del corpo che aveva preso vento e pioggia percepiva l’acqua fredda come calda, il resto del corpo la percepiva fredda, abbiamo fatto conoscenza con l’ipotermia!
Comunque anche questa è andata, l’anno prossimo ci aspettano altre nuove salite e forse di nuovo lo Stelvio perché, nonostante tutto, lo si può solo ammirare ed amare.

 

 

LORO CIUFFENNA

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Sette Ponti Road Bike

 

BlogOspite: A.Sordi con STELVIO IN AGOSTO
Tag(s) : #Rubrica Reporter Cicloturismo

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